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RANGO

Vecchie strutture e tempi moderni.

Le case del borgo costruite con blocchi squadrati di granito, (tonalite del gruppo dell'Adamello) e cementati  con la calce viva delle fornaci, erano studiate in modo da soddisfare le varie esigenze e necessità della vita contadina di montagna. La parte sovrastante questi edifici, collegati da ponti in terrapieno o ad arco, davano accesso alle aie, per il deposito del fieno, lo spazio per battere l'orzo o la biada, per la legna e le ampie rastrelliere esterne per l'essicazione di vari prodotti come le pannocchie. Al piano terra si trovava la cucina, talvolta troppo piccola per la famiglia sempre numerosa di una volta, pochi i mobili, un tavolo delle sedie impagliate, una madia, il secchiaio di granito con sotto i secchi di rame per prendere l' acqua alla fontana, sopra un gocciolatoio in legno per i piatti, poi il caminetto  e la catena con appeso il paiolo per la polenta, in un angolo della cucina oppure all' esterno il forno per cuocere il pane. Al piano superiore le camere, collegate da una scala esterna o da una botola interna in legno, poi la cantina dove c'era il bancone con la farina gialla e bianca e il deposito delle patate, appesi su dei traversi in legno vi erano i salumi. L'altro locale che si potrebbe definire la parte più preziosa della casa era la stalla, ogni famiglia ne possedeva una, piccola o grande, la stalla era quella fonte che dava un sostegno vitale alla famiglia, dal latte delle mucche e capre alla carne del maiale o dei conigli. Esse erano anche punti di ritrovo, specialmente nelle stagioni fredde, un occasione per stare un po' al caldo a conversare "fare filò",ma nel frattempo anche eseguire lavori di vita quotidiana, le donne filare la lana o fare la calza, gli uomini scartocciare le pannocchie di granoturco o intrecciare cesti di vimini o gerla, mentre i più anziani intrattenevano i bambini raccontando loro storie o testimonianze di vita vissuta. Dopo gli anni 60, periodo del bum economico, le stalle sono state trasferite fuori dal centro abitato in più moderni e attrezzati insediamenti agricoli. Il recupero e il risanamento degli edifici nel centro storico di Rango, hanno visto un progressivo cambiamento di destinazione d'uso delle stalle, trasformate in sale, taverne e locali adibiti al pubblico. Il più significativo esempio è quello della vecchia stalla dei (Careti), al centro del piccolo borgo, trasformata in un suggestivo e caratteristico ristorante (Il Catenaccio), gioiello di recupero e di salvaguardia della tipologia ambientale.











OLD HOUSES IN MODERN TIMES

Village's houses, built with squared granite blocks and cemented with quicklime of the lime kiln, were planned in order to satisfy all the rural life's needs . The overhanging part of the houses were often connected with bridges that provided access to barnyards, where people used to store hay, barley, fodder and wood. In addition every house had a rack for the desiccation of farm products as panicle.
Usually on the first floor stood the kitchen, often too small for the big family of the time. On the second floor there were the bedrooms connected by an outdoor stairs, whereas the cellar was useful to store yellow and white flour , potatoes and various kinds of cold meat.
The most important room of the time was the cattle shed, every single family had one, because it gave a vital support to the whole family: from the cows and goat's milk to the pork and rabbit's meat.
Cattle shed symbolized also an important meeting point for people, above all during the winter months, because right there people used to meet and converse, taking advantage of the animals that heated the room. In the meantime people carried out works as to spin wool or to braid baskets listening to elderly people telling old story.
After the economic boom all the cattle shed were moved outside the villages in more modern and equipped farm areas.
So a lot of old houses and cattle sheds changed their aims and progressively were remodelled. The most meaningful example is the old cattle shed of Carleti family, right in the centre of the little village of Rango, transformed in a suggestive and particular restaurant: Catenaccio

WALNUTS OF BLEGGIO

The famous walnuts of Bleggio take their origins from Reinassance and they are connected to a rural life and traditions habits.The walnuts harvest period is at the end of September and all the hard work is manually made.With the walnuts of Bleggio it is possible to produce a famous liquor called Nocino, a fantastic digestive drink prepared with this tasty fruit, besides it is possible to cook walnut bread, cakes and meats



Le foto contenute in questo sito sono di Francescatti Giovanni e Ristorante Catenaccio
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